Michelin Pilot Sport 4 S: performance al top per tutte le vetture

I Michelin Pilot Sport 4 S fanno parte della categoria di pneumatici ultrahigh performance, vale a dire prestazioni elevate destinate alle vetture sportive. Non è un caso dunque che auto griffate Ferrari, BMW, Porsche e Mercedes montino gomme di questo tipo al momento in cui escono dalle concessionarie: sono coperture studiate per una guida decisamente sportiva, in cui predominano maneggevolezza e reattività soprattutto sull’asciutto. Questo va a discapito, com’è ovvio che sia, del consumo di carburante, della rumorosità e dell’aderenza su strada bagnata. Possono essere considerate gomme al limite, poiché al di sopra di esse ci sono solamente le extreme performance, pensate per un utilizzo esclusivo su pista, in quanto incapaci di affrontare superfici bagnate; inoltre garantiscono l’efficienza ottimale solo in un determinato range di temperature al di sotto del quale la loro resa sarà inevitabilmente inferiore.

Nel segmento ultrahigh performance Michelin aveva già un modello estremamente apprezzato, tanto da risultare uno fra i preferiti dagli appassionati di auto sportive: si tratta del Pilot Super Sport; stando ai risultati emersi dai test, la casa francese è riuscita a superarsi, realizzando un pneumatico che migliora le qualità dei Super Sport in fatto di versatilità, aderenza e durata e che compie un notevole balzo in avanti rispetto ai precedessori per quanto riguarda efficienza alle basse temperature e sul bagnato. Insomma, un pneumatico estivo ad elevate prestazioni anche in condizioni non prettamente estive.

Quali sono i passi in avanti del Pilot Sport 4 S?

Fra i miglioramenti più evidenti del Pilot Sport 4 S ci sono maneggevolezza e spazi di frenata, ottenuti grazie all’impiego della tecnologia adoperata per i Pilot Sport Cup 2, pneumatici destinati esclusivamente alla pista. Reattività e trazione ottimali sono consentiti dall’utilizzo di nylon e kevlar nella carcassa e i risultati dell’introduzione di queste novità sono evidenti: su strada asciutta, viaggiando ad una velocità di 100 chilometri orari gli spazi di frenata si sono ridotti di oltre 1 metro in confronto ai Super Sport; per arrestare una vettura che viaggia a 100 km/h, dunque, i Pilot Sport 4 S hanno bisogno di circa 33 metri. All’interno del circuito di prova Michelin lungo 2,5 chilometri, i Pilot Sport 4 S hanno impiegato un decimo e mezzo in meno per completare il giro rispetto al modello che li ha preceduti. Può sembrare un’inezia, ma si tratta di un progresso significativo.

Per ampliare il range di utilizzo dei pneumatici, Michelin è ricorsa ad un mix di mescole morbide con altre più dure nella realizzazione del battistrada, al fine di ottenere una gomma più versatile e in grado di far fronte ad un numero maggiore di condizioni climatiche e atmosferiche. Ampliare il range significa non solo rendere i pneumatici adatti alle temperature basse, ma anche a quelle più elevate poiché una gomma eccessivamente morbida perde aderenza quando le temperature sono più alte di quelle previste per il suo corretto funzionamento (e non solo quando sono più basse). Per affrontare il bagnato, poi, sono stati impiegati due differenti elastomeri e un quantitativo superiore di silice sulla spalla interna della gomma, garantendo in tal modo una maggiore stabilità in curva e soprattutto spazi di frenata più contenuti su strada bagnata.

Il confronto con gli altri pneumatici del medesimo segmento

I Michelin Pilot Sport 4 S sono stati messi a confronto con i pneumatici ultrahigh performance delle aziende concorrenti utilizzando la stessa vettura, una BMW 340i; a “sfidare” la gomma del Bibendum sono stati chiamati i Bridgestone, i Pirelli PZero, i Goodyear Eagle F1 e i Continental ContiSport. Tutte le aziende hanno avuto un’esperienza in F1 – chi più chi meno lunga – dunque tutte sanno bene di cosa si parla quando si affronta il tema delle prestazioni elevate. Dal confronto stile “triellowestern è uscito vincitore il Pilot Sport 4 S di Michelin, che si è rivelato più completo delle altre coperture. La gomma Bridgestone ha sofferto i cambi di direzione rapidi, perdendo un po’ di aderenza in queste situazioni, al contrario del Pilot Sport 4 S che si è invece incollato all’asfalto. Una problematica simile, anche se in misura minore, è stata riscontrata con i pneumatici Continental, che hanno però mostrato una frenata migliore rispetto ai Bridgestone. In condizioni di bagnato estremo, la gomma più stabile è stata la Goodyear, ma durante la fase di asciugamento della pista la copertura americana ha perso grip rivelandosi meno efficace in confronto al pneumatico Michelin.

Nelle condizioni di aderenza precaria con asfalto non del tutto bagnato il Pirelli PZero è stato quello che si è avvicinato di più alle performance del Pilot Sport 4 S; il prodotto Pirelli era considerato uno dei migliori su asfalto umido, ma è stato superato dalla gomma Michelin, che ha mostrato eccellenti livelli per quanto riguarda il grip e la trazione. Nel complesso i Pilot Sport 4 S hanno offerto una sensazione di controllo e stabilità maggiore, che ha permesso ai piloti di sentirsi più sicuri e quindi di spingere più a fondo, ecco perché in cima alla classifica dei tempi sul giro campeggiava il logo Michelin. I Pilot Sport 4 S si sono dunque dimostrati migliori dei Pirelli PZero e una spanna sopra rispetto ai pneumatici della concorrenza nel segmento ultrahigh performance, sia in condizioni di asciutto che sul bagnato.

Siamo di fronte a nuovi standard?

La sensazione è che Michelin abbia ridefinito gli standard per questo tipo di gomme, creando un pneumatico davvero completo e con prestazioni sempre al top, praticamente senza punti deboli. Si tratta di un nuovo punto di riferimento per le gomme che mirano alle alte performance, un concentrato di innovazione che ha spinto il Bibendum nettamente avanti alla concorrenza. Se si cerca un pneumatico ultrahigh performance per la propria vettura, quindi, il miglior consiglio è quello di puntare sul Michelin Pilot Sport 4 S – acquistabile su gomme-auto.it – la nuova frontiera della guida sportiva.

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