Pneumatici e asfalto rovente: come il calore estivo degrada le gomme e come proteggerle

L’asfalto rovente è la prima conseguenza con cui si trovano a fare i conti le gomme delle nostre vetture nel periodo estivo. I danni ai pneumatici per il caldo in estate non vanno sottovalutati, perché sebbene non sempre visibili possono compromettere l’integrità e la tenuta delle coperture. Le temperature elevate mettono a dura prova tutti e quindi pure le gomme, che possono andare incontro a problematiche quali degrado e aumento della pressione di gonfiaggio (l’esatto contrario di ciò che avviene in inverno). In media, nei mesi estivi ci si ritrova con temperature dell’asfalto superiori a 50 gradi e nelle giornate da bollino rosso si possono raggiungere addirittura picchi di 70: preservare i pneumatici dagli effetti di un calore così intenso è perciò molto importante. Ecco tutti i consigli utili.
Asfalto rovente: perché stressa le gomme auto?
L’insidia principale per i pneumatici in estate non arriva (solo) dalla temperatura dell’aria, ma soprattutto da quella dell’asfalto, che per via delle sue caratteristiche assorbe calore nell’arco di tutta la giornata e può raggiungere picchi di temperature molto alti. Questo stressa le gomme principalmente dal punto di vista termico, col rischio di surriscaldare sia la mescola che la struttura del pneumatico. A ciò si aggiunge l’incremento della pressione interna: se diventa eccessiva, può provocare problemi di vario tipo, ad esempio diminuzione della tenuta di strada – in particolare in curva –, riduzione dell’aderenza, usura irregolare e più marcata nella sezione centrale del battistrada, sino ad arrivare a conseguenze estreme (rare, ma di cui tenere conto, e in concomitanza con altri fattori) come lo scoppio del pneumatico. Una manutenzione regolare serve appunto a mantenere in piena efficienza le coperture anche con temperature molto elevate.
In che modo il calore causa il degrado dei pneumatici?
Le alte temperature interagiscono con le caratteristiche della mescola dei pneumatici, accelerando il naturale processo di invecchiamento e causando perdita di elasticità. Il segno di tale azione sulla gomma è visibile attraverso la presenza di screpolature, microfessure e un generale irrigidimento della superficie. Si tratta di un processo graduale che porta con il tempo il pneumatico a perdere aderenza, proprio a causa della minore elasticità. A influire sul degrado non è soltanto il caldo intenso, ma anche i raggi UV a cui le coperture sono esposte sia quando sono in movimento che durante le soste; ecco perché gli esperti consigliano di parcheggiare sempre all’ombra quando se ne ha la possibilità, in modo da ridurre l’esposizione ai raggi ultravioletti e preservare in maniera migliore i pneumatici, così da rallentarne il degrado e l’invecchiamento, che si fanno più marcati durante il periodo estivo.
Con il caldo aumenta pure il consumo del battistrada?
Il calore intenso dei mesi estivi non solo accelera il processo di invecchiamento dei pneumatici, ma può anche generare una maggiore usura del battistrada. Questo perché l’asfalto molto caldo comporta uno stress superiore per la gomma, sottoposta a sollecitazioni più intense durante le normali fasi di guida – accelerazioni, frenate, curve etc. – e il consumo sarà ancora più evidente se si ha un approccio sportivo al volante. A incidere su questo aspetto ci sono pure altri fattori, come la qualità della gomma e i carichi del veicolo, ad esempio, che in combinazione con strade rovinate alla lunga riducono il ciclo vitale del pneumatico, innescando il fenomeno di usura precoce. Il periodo estivo è dunque piuttosto esigente nei confronti delle gomme auto, ma l’azione negativa delle alte temperature può essere contrastata con alcuni accorgimenti che aiutano a preservare i pneumatici.
Come proteggere le gomme auto dal caldo intenso?
Se per le persone la risposta al gran caldo è “mangiare leggero e bere molta acqua”, per i pneumatici la precauzione migliore è la manutenzione costante. A partire dal controllo della pressione di gonfiaggio, ancora più importante nel periodo estivo. Una gomma sgonfia, infatti, ha la tendenza a deformarsi durante la marcia e questo causa un aumento della temperatura interna. Come anticipato in precedenza, pure una pressione eccessiva – innescata dall’alta temperatura esterna, che espande l’aria – è controproducente, non per l’aumento della temperatura ma perché comporta uno stress maggiore per la sezione centrale del battistrada, accelerandone il consumo rispetto a quelle laterali. Per tali ragioni è fondamentale mantenere la pressione di gonfiaggio al valore corretto, indicato dal produttore del veicolo, attraverso controlli regolari da effettuare ogni tre o quattro settimane e sempre prima di partire per un lungo viaggio in auto.
Quali altri accorgimenti si possono mettere in pratica?
Oltre al controllo frequente della pressione, ci sono altri accorgimenti che si possono mettere in pratica per proteggere in maniera efficace le nostre gomme dal caldo intenso. Si tratta di semplici attenzioni, facili da mettere in atto, come ad esempio non parcheggiare – quando possibile, ovviamente – l’auto sotto il sole, riducendo l’esposizione diretta ai raggi solari; se si dispone di un garage, è bene lasciare lì la vettura in sosta oppure, in alternativa, scegliere una zona ombreggiata. Se ci si trova in viaggio, è consigliabile non mettersi in marcia nelle ore più calde della giornata, quando sia l’asfalto che l’aria raggiungono temperature elevate; in questo caso una sosta è utile sia per il veicolo che per il guidatore, che così non si mette al volante nel momento peggiore del giorno. Bisognerebbe evitare, infine, di sovraccaricare l’auto, in quanto il peso eccessivo aumenta le sollecitazioni per i pneumatici, con conseguente incremento delle temperature interne.
Cosa controllare nelle gomme, oltre alla pressione?
La pressione di gonfiaggio è il controllo principale da effettuare, ma anche quello visivo sullo stato esterno delle coperture ha la sua importanza. In particolare, è necessario fare attenzione a eventuali anomalie, come consumo irregolare, screpolature, crepe e rigonfiamenti. Ci si deve poi accertare che le scanalature siano sempre al di sopra della soglia minima prevista dal Codice della strada, cioè 1,6 millimetri: nel periodo estivo possono verificarsi con più frequenza piogge intense, durante le quali le strade tendono ad allagarsi. Servono pertanto gomme capaci di gestire e drenare tali flussi d’acqua e che garantiscano un’elevata resistenza all’aquaplaning, ciò è possibile solo se gli intagli e le scanalature presentano una profondità sufficiente.
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