Pneumatici e pressione: come varia con il freddo e perché controllarla spesso

La pressione gomme in inverno risente dell’azione delle basse temperature, è una questione di fisica: ogni 10 gradi centigradi in meno, la pressione si abbassa di circa 0.1 bar. È inevitabile dunque che i pneumatici col freddo si sgonfino con maggior frequenza, di conseguenza è necessario dedicare più attenzione alla pressione di gonfiaggio. La riduzione di quest’ultima avviene in quanto con il freddo l’aria si contrae, riducendo il proprio volume, e pneumatici con una pressione insufficiente vanno incontro a non pochi problemi, in primis una minore stabilità e quindi minor sicurezza. Per tale ragione nel corso del periodo invernale la pressione di gonfiaggio va controllata più frequentemente rispetto al resto dell’anno, in media una volta ogni due settimane invece che ogni quattro.
Pneumatici sgonfi: quali sono i rischi per chi guida?
Circolare con pneumatici sgonfi può essere piuttosto pericoloso per una serie di fattori. Innanzitutto le gomme perdono efficienza e quindi si verifica un calo di prestazioni, poiché il battistrada non riesce a fornire l’aderenza necessaria sulla strada. Questo comporterà maggiore instabilità in tutte le fasi della guida, sterzate meno precise e spazi di frenata più lunghi. A ciò si aggiungono poi altre criticità che non sono affatto secondarie: si può andare incontro infatti a un’usura irregolare del battistrada e a un aumento dei consumi di carburante, dovuto alla maggiore resistenza al rotolamento. In un pneumatico sgonfio si ha un incremento dell’attrito della gomma con la superficie stradale, che richiederà uno sforzo superiore al motore per vincere la resistenza all’avanzamento e quindi una quantità maggiore di carburante. A lungo andare si vedranno gli effetti sul portafoglio dei consumi più marcati, per via dei rifornimenti più frequenti.
Quali altri problemi causa la pressione insufficiente?
Come se tutto quello che abbiamo appena visto non bastasse, una pressione di gonfiaggio insufficiente può provocare anche un’usura più rapida dei pneumatici, che perciò avranno un ciclo vitale inferiore. Nelle gomme sgonfie, infatti, la durata chilometrica del battistrada si riduce drasticamente sino a costringere l’automobilista a sostituire anticipatamente i pneumatici, poiché lo spessore degli intagli raggiunge prima il limite legale (che, lo ricordiamo, è di 1,6 millimetri) al di sotto del quale non è consentita la circolazione. Ovviamente un’usura tale da obbligare al cambio gomme causata dalla pressione insufficiente si verifica se questa persiste per migliaia di chilometri, ecco perché gli esperti consigliano controlli frequenti, così da intervenire prontamente per ripristinare la pressione corretta ed evitare inconvenienti di questo tipo. Naturalmente anche la ruota di scorta, qualora presente, deve essere sottoposta a regolari controlli, perché soggetta come tutte le altre alla diminuzione della pressione con le basse temperature.
Qual è la pressione corretta di gonfiaggio delle gomme della propria auto?
La pressione di gonfiaggio dei pneumatici cambia in base al tipo di auto e alle sue caratteristiche, come ad esempio peso, dimensioni e potenza. Per conoscere il valore corretto relativo alla propria vettura si può consultare il libretto d’uso del veicolo oppure verificare se all’interno dello sportellino del carburante oppure nel montante della portiera dal lato del conducente è presente un’etichetta, sulla quale è riportato anche il dato relativo alla pressione di gonfiaggio. È un’indicazione fornita dal produttore della vettura calibrata proprio sulle caratteristiche del mezzo, per fare in modo che le gomme possano così fornire un supporto ottimale e prestazioni al top nelle varie fasi di guida, per tale ragione dev’essere rispettata e soprattutto mantenuta nel tempo, affinché i pneumatici possano lavorare sempre nelle condizioni migliori.
Consigli utili sul controllo della pressione auto
Per controllare la pressione di gonfiaggio delle gomme auto è necessario seguire alcune accortezze. Nel periodo invernale sono consigliati controlli più frequenti e in particolare quando avvengono bruschi cali di temperatura, poiché come detto ogni 10 gradi in meno si ha una diminuzione della pressione all’incirca di 0.1 bar. Dunque se si verificano gelate con temperature che scendono di dieci gradi o più, è indispensabile un controllo della pressione. Questo deve essere sempre effettuato con gomme fredde o al massimo dopo aver percorso non più di un paio di chilometri, poiché con il rotolamento l’aria all’interno del pneumatico si scalda e perciò aumenta il proprio volume, falsando la misurazione. Oltre ai controlli regolari è poi importante svolgerli sempre prima di partire per un lungo viaggio in auto, così da essere certi che le gomme siano in condizioni ottimali quando si è lontani da casa e diventa più complicato intervenire in caso di inconvenienti.
Gonfiare le gomme a una pressione leggermente superiore: è utile?
In linea generale no, gonfiare le gomme a una pressione leggermente superiore per compensare la perdita fisiologica di aria all’interno o la sua riduzione a causa delle basse temperature è sconsigliato. Questo perché pure il sovragonfiaggio può creare problemi, come ad esempio una maggiore sollecitazione della zona centrale del battistrada e una diminuzione dell’impronta a terra del pneumatico, che causa anche una riduzione dell’aderenza. È una soluzione talvolta adottata da chi si sposta in auto in alta quota, poiché man mano che l’altitudine sale, la pressione diminuisce, tuttavia non è un’operazione che fornisce vantaggi, anzi, in quanto la pressione ottimale per le gomme è quella indicata dal produttore e non un valore lievemente superiore o inferiore, a seconda delle circostanze. In conclusione, è sufficiente un controllo di pochi minuti per assicurarsi che i propri pneumatici siano sempre alla pressione corretta ed evitare di circolare con coperture sgonfie.
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