Etichetta europea pneumatici: come leggere aderenza, rumore e consumi

pneumatici nuovi con etichetta europea

L’etichetta europea dei pneumatici è uno strumento molto utile a disposizione degli automobilisti: al suo interno infatti si trovano dati inerenti alle caratteristiche delle gomme che possono essere preziosi in fase di selezione, per capire che tipo di coperture abbiamo davanti. L’aderenza su bagnato delle gomme e il rumore di rotolamento sono parametri importanti tanto quanto i dati relativi ai consumi, al fine di poter scegliere i pneumatici più adatti a seconda delle proprie esigenze. Ma come si legge un’etichetta europea? L’interpretazione corretta dei valori riportati è fondamentale per comprendere appieno le peculiarità delle gomme: vediamo allora com’è suddivisa l’etichetta europea, quali dati sono presenti e in che modo leggerli così da non avere più dubbi al momento di selezionare nuovi pneumatici per la propria auto.

Etichetta europea: com’è fatta?

L’etichetta europea è una sorta di scheda delle gomme auto che riporta in maniera semplice e immediata tre parametri relativi alle coperture: consumo di carburante – e quindi efficienza energetica –, aderenza sul bagnato e rumorosità. In cima sono collocati il nome del produttore, le misure e la classe del pneumatico. Dopodiché è suddivisa in tre parti: sulla sinistra, in verticale, c’è la scala di valori riservata ai consumi di carburante e ci offre informazioni sulla resistenza al rotolamento del pneumatico; sulla destra, sempre in verticale, c’è lo spazio dedicato all’aderenza sul bagnato, grazie al quale si può capire quanto quel prodotto è efficiente su strada bagnata. Infine, in basso e in orizzontale, si trovano ulteriori simboli: quello con le onde sonore ci indica la rumorosità del pneumatico, specificando anche il numero di decibel emessi durante il rotolamento; a questo possono aggiungersi altri simboli relativi alle caratteristiche delle gomme, come ad esempio il fiocco di neve all’interno di una montagna stilizzata che ci dice che quelle coperture sono invernali.

Come leggere l’etichetta europea?

L’etichetta europea è realizzata per essere di facile lettura e consultazione, in modo che basti uno sguardo rapido per farsi un’idea sulle caratteristiche e le qualità dei pneumatici presi in esame. Partendo da sinistra, il parametro relativo ai consumi di carburante è espresso tramite una scala che va da A a E: le coperture più efficienti – e che quindi impattano meno sui consumi – sono quelle che rientrano nelle classi A e B, mentre dalla C in giù sono meno performanti da questo punto di vista. I pneumatici delle classi più alte possono vantare una bassa resistenza al rotolamento. Sulla destra, lo stesso sistema è utilizzato per valutare l’aderenza sul bagnato: una scala da A a E che tiene conto però di un solo parametro, ovvero lo spazio di frenata. Questa classificazione dunque ci dice solo quali sono le gomme più efficaci in frenata su strada bagnata, ma non ci offre una panoramica del rendimento complessivo in tali condizioni.

L’etichetta europea ci svela anche la rumorosità di un prodotto

Nella parte in basso – all’interno di una finestra orizzontale – dell’etichetta europea, troviamo le informazioni relative alla rumorosità di un pneumatico. Il simbolo utilizzato è un megafono stilizzato con la presenza di onde sonore, insieme al quale è riportato il numero di decibel emessi dalla gomma durante il rotolamento. Le coperture più silenziose sono quelle che emettono da 66 a 68 decibel, ma fino a 71-72 si possono considerare poco rumorose. Da 73 decibel in su il rumore prodotto durante la marcia può diventare fastidioso e compromettere il comfort all’interno dell’abitacolo. Se si cercano pneumatici a bassa rumorosità, dunque, questo è un parametro da tenere in considerazione e l’etichetta europea ci fornisce dati piuttosto precisi su cui fare affidamento per compiere l’acquisto migliore rispettando tali caratteristiche.

Sono presenti ulteriori simboli sull’etichetta europea?

Sì, nello spazio in basso – condiviso con il parametro della rumorosità – è possibile trovare altri simboli, come ad esempio il fiocco di neve stilizzato; la sua presenza ci indica che quel pneumatico è adatto all’uso nel periodo invernale. Ciò significa che può trattarsi di una gomma invernale oppure di una quattro stagioni, mentre non si troverà mai tale simbolo sull’etichetta di un pneumatico estivo. In aggiunta può essere presente anche il simbolo del ghiaccio, riservato però ai Paesi nordici, che serve a indicare che quelle coperture sono specifiche per condizioni invernali estreme (non adatte perciò alle nostre latitudini). L’etichetta europea è obbligatoria e deve sempre accompagnare i pneumatici: può essere apposta in forma adesiva sulla gomma stessa oppure essere plastificata e aggiunta a corredo del set di gomme. In ogni caso deve poter essere consultata con facilità dagli automobilisti sia presso i rivenditori fisici che negli store online.

L’etichetta europea è davvero affidabile?

Si tratta senza dubbio di uno strumento utile, ma ha anche dei limiti evidenti: i valori dei parametri presenti al suo interno sono infatti frutto di autocertificazioni da parte dei produttori di gomme, risultanti da test definiti a livello europeo ma appunto svolti dai produttori stessi. Nel caso dell’aderenza sul bagnato, poi, è preso in esame un solo momento della guida in quelle condizioni, ovvero le frenate: ciò offre un quadro troppo parziale del rendimento su strada bagnata e si può arrivare sino al paradosso di un pneumatico di classe A per rendimento sul bagnato nell’etichetta europea che si rivela in realtà non molto performante in presenza di acqua sulla strada. Per questo la consultazione dell’etichetta è sì importante, ma non ci consente di valutare un prodotto a 360 gradi e non può essere considerata l’unica fonte di informazioni a cui attingere prima di un acquisto.

Cosa consultare oltre all’etichetta europea?

Per una panoramica davvero completa ed esaustiva circa un pneumatico, l’etichetta europea non basta: va affiancata da altre valutazioni. Prima di tutto ci sono i risultati dei test svolti da riviste specializzate ed enti autonomi, che offrono informazioni maggiori e più precise circa il rendimento e le prestazioni di una gomma. Si parla di prove approfondite e condotte in varie condizioni, che servono appunto a mettere “alla frusta” le gomme per scoprirne limiti, pregi e difetti. Le auto sono guidate da piloti e sebbene non sempre vengano riprodotte fedelmente le condizioni di guida quotidiana, si tratta di test più attendibili rispetto a quelli che portano poi alle autocertificazioni da parte dei produttori. In aggiunta ai risultati dei test si possono visionare le recensioni di altri automobilisti, che possono fornire un feedback più accurato circa la resa nella guida di tutti i giorni.

L’etichetta è sempre più tecnologica

Negli ultimi anni l’etichetta europea è diventata sempre più tecnologica e adesso presenta anche un QR code, collocato nell’angolo in alto a destra. Dopo averlo scansionato con il proprio smartphone sarà possibile accedere a informazioni aggiuntive su quel determinato modello di pneumatici; il QR code è infatti associato a un database europeo (denominato EPREL, acronimo di European Product Registry for Energy Labelling) grazie al quale si possono consultare le caratteristiche della gomma direttamente dal proprio dispositivo, insieme a una scheda informativa del pneumatico. Pur con tutti i suoi limiti, dunque, l’etichetta europea ci offre informazioni utili per una prima valutazione di un determinato prodotto. Un approfondimento successivo però è necessario per comprendere bene sia le caratteristiche di quel pneumatico che le sue performance, e valutare così con dati completi ed esaustivi un suo eventuale acquisto.

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